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News · 12 March 2026

Rapporto Clusit 2026: l'Italia è prima in Europa per hacktivismo

Il Rapporto Clusit 2026 è il termometro annuale della cybersecurity italiana. I dati presentati alla Camera dei Deputati confermano quello che molti nel settore già temevano: il 2025 è stato l’anno peggiore di sempre per la sicurezza informatica in Italia.

I numeri

Nel 2025 l’Italia ha registrato 507 incidenti gravi, contro i 357 del 2024. Un aumento del 42% in un solo anno.

  • +145% di hacktivismo rispetto al 2024 — l’Italia è il primo paese europeo per incidenti attivisti
  • 166 casi ransomware (+14% su 2024), con oltre il 30% in Lombardia
  • 28% degli incidenti nel settore governativo-militare-forze dell’ordine (+290% in valore assoluto)
  • PA, servizi professionali, telecomunicazioni e trasporti: i quattro settori più colpiti

Il contesto globale

A livello mondiale: +48,7% nella frequenza degli incidenti — il più elevato mai rilevato dall’associazione. L’Europa raccoglie il 16% degli incidenti ransomware globali, seconda solo agli USA (quasi 50%).

L’Italia rappresenta il 9,6% degli incidenti informatici mondiali — sproporzionato rispetto al PIL e alla popolazione.

Perché l’Italia è un bersaglio privilegiato

  • Posizione geopolitica — paese NATO e UE con esposizione mediatica su Ucraina e Medio Oriente
  • Digitalizzazione rapida con maturità cyber bassa — punteggio medio italiano 55/100, sotto la soglia di sufficienza (60)
  • PMI poco protette — il 95% del tessuto produttivo italiano è composto da PMI senza team di sicurezza dedicati
  • PA strutturalmente vulnerabile — sistemi legacy, budget contenuti, personale non formato

Oltre il 50% dell’exploitation del 2025 è attribuibile ad attori state-sponsored. L’AI ha ridotto il tempo dalla pubblicazione di una CVE critica alla disponibilità di un exploit a poche ore.

La buona notizia

Il rapporto evidenzia anche crescita della consapevolezza e cooperazione tra istituzioni, imprese e comunità tecnica. L’ACN ha dimostrato capacità di risposta sempre più rapida. Il 2025 è anche l’anno in cui l’Italia ha iniziato a trattare la cybersecurity come questione di sicurezza nazionale, non solo problema IT.