C’era un tempo in cui gli hacktivisti erano ragazzi con motivazioni politiche genuinamente indipendenti — Anonymous, LulzSec, l’era WikiLeaks. Quel tempo è finito. Il 2024-2025 ha sancito la trasformazione dell’hacktivismo in uno strumento di politica estera.
Il quadro europeo
Il report The Rise of State-Sponsored Hacktivism (Forescout, aprile 2025) analizza 780 attacchi rivendicati da quattro gruppi nel solo 2024:
- NoName057(16) — filo-russo, responsabile del 90% degli attacchi state-aligned in Europa
- Killnet — filo-russo, specializzato in DDoS contro infrastrutture NATO
- Handala Group — filo-palestinese, operativo contro target israeliani e occidentali
- BlackJack — filo-ucraino, operazioni contro infrastrutture russe
La distinzione state-sponsored vs state-aligned
I gruppi state-sponsored ricevono direttamente risorse da un governo. I gruppi state-aligned operano autonomamente ma con obiettivi allineati agli interessi di uno stato, che ne tollera l’attività senza finanziamento diretto.
Questo crea una zona grigia legale molto conveniente: uno stato può “non sapere” delle operazioni di gruppi che di fatto ne servono gli interessi, rendendo difficile qualsiasi risposta diplomatica.
DDOSIA, il toolkit di NoName057(16), permette a simpatizzanti globali di unirsi come nodi volontari con ricompense in criptovaluta — hacking in crowdsourcing.
Perché l’Italia è bersaglio ricorrente
Dal 2022 l’Italia ha subito ondate di attacchi in risposta a: dichiarazioni del Presidente su Russia, forniture militari all’Ucraina, posizioni UE sulle sanzioni, interventi diplomatici sul Medio Oriente.
Meccanismo sempre identico: evento politico → Telegram → DDoS → copertura mediatica. L’obiettivo non è tecnico, è comunicativo.
Il futuro: oltre il DDoS
Forescout avverte che i gruppi state-aligned stanno evolvendo verso campagne di phishing mirato, exploitation di vulnerabilità note, operazioni di disinformazione integrate. Il DDoS è il biglietto da visita — non è più tutto l’arsenale.