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Red Team · 24 September 2025

Ospedali sotto attacco: perché la sanità italiana è nel mirino del ransomware

Quando un ransomware colpisce un’azienda manifatturiera, si fermano le linee produttive. Quando colpisce un ospedale, si fermano le terapie. È per questo che la sanità è diventata il settore più redditizio per i gruppi criminali: le vittime non possono permettersi di aspettare.

I numeri in Italia

Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, dal gennaio 2023 si registrano in media 3,5 attacchi al mese contro ospedali e aziende sanitarie italiane. Gli episodi sono passati da 27 a 57 in un anno, con un incremento del 111%.

Nei primi nove mesi del 2025, le minacce principali rilevate sono state: scansione su credenziali, phishing, compromissione email, esposizione dati. Il vettore email rimane il punto d’ingresso principale.

Il caso SECTOR16 (maggio 2025)

Il gruppo hacktivista SECTOR16 — attivo da inizio 2025, noto per attacchi a sistemi SCADA nel settore energetico USA — ha rivendicato su Telegram un data breach contro un ospedale italiano non identificato. Probabile vettore di accesso: un servizio RDP esposto su internet, non protetto da MFA, che ha permesso accesso diretto alla macchina.

Il settore sanitario detiene il record di costi per violazione dei dati per il quattordicesimo anno consecutivo. Media 2025: 7,42 milioni di dollari per breach.

Perché gli ospedali sono vulnerabili

Sistemi HIS obsoleti — molti Information Systems ospedalieri girano su Windows non supportati, non aggiornabili per ragioni di certificazione del software medico.

Dispositivi IoMT non gestiti — apparecchiature di imaging, monitor cardiaci, pompe per infusione: firmware non aggiornabile, comunicazione in rete senza autenticazione.

Supply chain — nel 2024 un singolo attacco supply chain ha causato 31 incidenti in altrettante strutture italiane.

Difesa pratica

  • Segmentazione di rete — isolare i dispositivi IoMT dalla rete amministrativa
  • MFA su RDP e VPN — eliminare accessi remoti con sola password
  • Backup offline testato — il backup online non protegge dal ransomware
  • Piano di Business Continuity — protocolli cartacei per il pronto soccorso in caso di downtime digitale
  • Formazione del personale — il phishing email è il vettore n.1