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News · 11 January 2026

Ricognizione Passiva Osint

Ricognizione Passiva: raccogliere informazioni senza farsi notare

Introduzione

Prima di toccare qualsiasi sistema, un buon penetration tester passa ore — a volte giorni — a raccogliere informazioni sul target. Questa fase si chiama ricognizione ed è il fondamento di ogni attacco efficace.

La ricognizione si divide in due tipi:

  • Passiva: raccogli informazioni senza interagire direttamente con il target. Il target non può accorgersi di te.
  • Attiva: interagisci direttamente (scansioni di porte, ping, ecc.). Lasci tracce nei log.

In questo articolo ci occupiamo della ricognizione passiva, che si basa principalmente su OSINT — Open Source Intelligence: informazioni pubblicamente disponibili.


Cosa cerchiamo nella ricognizione

L’obiettivo è costruire una mappa del target il più completa possibile:

  • Indirizzi IP e range di rete
  • Domini e sottodomini
  • Tecnologie usate (server web, CMS, framework)
  • Email dei dipendenti
  • Nomi e ruoli delle persone (per attacchi di social engineering)
  • Documenti pubblici che rivelano info interne
  • Credenziali leaked in passate violazioni

Strumenti e tecniche

1. WHOIS

Il WHOIS ti dà informazioni su chi possiede un dominio: nome, email, indirizzo, nameserver.

whois target.com

Molti domini usano privacy shield (Cloudflare, GoDaddy Privacy) che nascondono i dati reali. Ma i nameserver e le date di registrazione rimangono utili.

2. DNS Lookup

Il DNS rivela la struttura del target: quali sottodomini esistono, dove puntano, quali servizi di mail usano.

# Record base
nslookup target.com
dig target.com ANY

# Trovare il mail server
dig MX target.com

# Tentativo di zone transfer (spesso bloccato ma vale provare)
dig AXFR @ns1.target.com target.com

3. Enumerazione sottodomini (passiva)

Senza mai toccare i server del target, puoi trovare sottodomini usando:

  • crt.sh — cerca nei certificati SSL pubblici
    https://crt.sh/?q=%.target.com
    
  • DNSDumpsterhttps://dnsdumpster.com
  • Shodan — motore di ricerca per dispositivi connessi a internet
    hostname:target.com
    

4. Google Dorking

I motori di ricerca indicizzano più di quanto pensi. Con operatori avanzati puoi trovare file sensibili, pagine di login nascoste, errori di configurazione.

# Trovare sottodomini
site:target.com

# Trovare file PDF o DOCX esposti
site:target.com filetype:pdf
site:target.com filetype:xlsx

# Trovare pagine di login
site:target.com inurl:login
site:target.com inurl:admin

# Trovare errori o stack trace
site:target.com "warning:" OR "error:" OR "exception:"

5. Shodan

Shodan indicizza dispositivi e servizi esposti su internet. Puoi trovare server, router, telecamere, sistemi SCADA — tutto quello che ha una porta aperta visibile da internet.

# Cerca per organizzazione
org:"Target Company"

# Cerca per tecnologia
http.title:"Apache Tomcat" org:"Target Company"

# Cerca porte specifiche
port:22 org:"Target Company"

6. Ricerca email

Le email dei dipendenti sono preziose per attacchi di phishing o per tentare accessi su servizi esposti.

Strumenti utili:

  • Hunter.io — trova pattern email di un’azienda
  • LinkedIn — nomi, ruoli, struttura organizzativa
  • theHarvester — tool da terminale che aggrega più fonti
theHarvester -d target.com -b google,linkedin,bing -l 200

7. Wayback Machine

L’archivio di Internet conserva versioni precedenti dei siti. Versioni vecchie possono rivelare:

  • Endpoint rimossi ma ancora attivi sul server
  • Tecnologie sostituite
  • File di configurazione dimenticati
https://web.archive.org/web/*/target.com/*

8. Metadata nei documenti pubblici

I file PDF, DOCX, XLSX e le immagini contengono spesso metadata che rivelano info interne: nome utente di chi ha creato il documento, versione di software, percorsi di rete interni.

# Scarica tutti i file pubblici e analizza i metadata
exiftool documento.pdf

ExifTool legge i metadata di praticamente qualsiasi formato file.


Costruire il report di ricognizione

Tutto quello che trovi va documentato. Una struttura semplice:

TARGET: target.com
DATA: 2026-01-12

== INFRASTRUTTURA ==
IP principali: 93.184.216.34
Range AS: AS15169 (Google)
Nameserver: ns1.target.com, ns2.target.com

== SOTTODOMINI ==
mail.target.com       → 93.184.216.100
dev.target.com        → 10.0.0.5 (interno, non raggiungibile)
staging.target.com    → 93.184.216.102

== EMAIL ==
Pattern: nome.cognome@target.com
Trovate: mario.rossi@target.com, anna.bianchi@target.com

== TECNOLOGIE ==
Web server: nginx/1.18.0
CMS: WordPress 6.4.2

Conclusione

La ricognizione passiva è la fase più sottovalutata dai principianti. Tutti vogliono subito aprire Metasploit — ma un professionista sa che il 60% del lavoro è capire il target prima di attaccarlo.

Più informazioni hai, più precisi e silenziosi saranno i tuoi attacchi successivi. Nel prossimo articolo passiamo alla ricognizione attiva con Nmap.