Ricognizione Passiva: raccogliere informazioni senza farsi notare
Introduzione
Prima di toccare qualsiasi sistema, un buon penetration tester passa ore — a volte giorni — a raccogliere informazioni sul target. Questa fase si chiama ricognizione ed è il fondamento di ogni attacco efficace.
La ricognizione si divide in due tipi:
- Passiva: raccogli informazioni senza interagire direttamente con il target. Il target non può accorgersi di te.
- Attiva: interagisci direttamente (scansioni di porte, ping, ecc.). Lasci tracce nei log.
In questo articolo ci occupiamo della ricognizione passiva, che si basa principalmente su OSINT — Open Source Intelligence: informazioni pubblicamente disponibili.
Cosa cerchiamo nella ricognizione
L’obiettivo è costruire una mappa del target il più completa possibile:
- Indirizzi IP e range di rete
- Domini e sottodomini
- Tecnologie usate (server web, CMS, framework)
- Email dei dipendenti
- Nomi e ruoli delle persone (per attacchi di social engineering)
- Documenti pubblici che rivelano info interne
- Credenziali leaked in passate violazioni
Strumenti e tecniche
1. WHOIS
Il WHOIS ti dà informazioni su chi possiede un dominio: nome, email, indirizzo, nameserver.
whois target.com
Molti domini usano privacy shield (Cloudflare, GoDaddy Privacy) che nascondono i dati reali. Ma i nameserver e le date di registrazione rimangono utili.
2. DNS Lookup
Il DNS rivela la struttura del target: quali sottodomini esistono, dove puntano, quali servizi di mail usano.
# Record base
nslookup target.com
dig target.com ANY
# Trovare il mail server
dig MX target.com
# Tentativo di zone transfer (spesso bloccato ma vale provare)
dig AXFR @ns1.target.com target.com
3. Enumerazione sottodomini (passiva)
Senza mai toccare i server del target, puoi trovare sottodomini usando:
- crt.sh — cerca nei certificati SSL pubblici
https://crt.sh/?q=%.target.com - DNSDumpster —
https://dnsdumpster.com - Shodan — motore di ricerca per dispositivi connessi a internet
hostname:target.com
4. Google Dorking
I motori di ricerca indicizzano più di quanto pensi. Con operatori avanzati puoi trovare file sensibili, pagine di login nascoste, errori di configurazione.
# Trovare sottodomini
site:target.com
# Trovare file PDF o DOCX esposti
site:target.com filetype:pdf
site:target.com filetype:xlsx
# Trovare pagine di login
site:target.com inurl:login
site:target.com inurl:admin
# Trovare errori o stack trace
site:target.com "warning:" OR "error:" OR "exception:"
5. Shodan
Shodan indicizza dispositivi e servizi esposti su internet. Puoi trovare server, router, telecamere, sistemi SCADA — tutto quello che ha una porta aperta visibile da internet.
# Cerca per organizzazione
org:"Target Company"
# Cerca per tecnologia
http.title:"Apache Tomcat" org:"Target Company"
# Cerca porte specifiche
port:22 org:"Target Company"
6. Ricerca email
Le email dei dipendenti sono preziose per attacchi di phishing o per tentare accessi su servizi esposti.
Strumenti utili:
- Hunter.io — trova pattern email di un’azienda
- LinkedIn — nomi, ruoli, struttura organizzativa
- theHarvester — tool da terminale che aggrega più fonti
theHarvester -d target.com -b google,linkedin,bing -l 200
7. Wayback Machine
L’archivio di Internet conserva versioni precedenti dei siti. Versioni vecchie possono rivelare:
- Endpoint rimossi ma ancora attivi sul server
- Tecnologie sostituite
- File di configurazione dimenticati
https://web.archive.org/web/*/target.com/*
8. Metadata nei documenti pubblici
I file PDF, DOCX, XLSX e le immagini contengono spesso metadata che rivelano info interne: nome utente di chi ha creato il documento, versione di software, percorsi di rete interni.
# Scarica tutti i file pubblici e analizza i metadata
exiftool documento.pdf
ExifTool legge i metadata di praticamente qualsiasi formato file.
Costruire il report di ricognizione
Tutto quello che trovi va documentato. Una struttura semplice:
TARGET: target.com
DATA: 2026-01-12
== INFRASTRUTTURA ==
IP principali: 93.184.216.34
Range AS: AS15169 (Google)
Nameserver: ns1.target.com, ns2.target.com
== SOTTODOMINI ==
mail.target.com → 93.184.216.100
dev.target.com → 10.0.0.5 (interno, non raggiungibile)
staging.target.com → 93.184.216.102
== EMAIL ==
Pattern: nome.cognome@target.com
Trovate: mario.rossi@target.com, anna.bianchi@target.com
== TECNOLOGIE ==
Web server: nginx/1.18.0
CMS: WordPress 6.4.2
Conclusione
La ricognizione passiva è la fase più sottovalutata dai principianti. Tutti vogliono subito aprire Metasploit — ma un professionista sa che il 60% del lavoro è capire il target prima di attaccarlo.
Più informazioni hai, più precisi e silenziosi saranno i tuoi attacchi successivi. Nel prossimo articolo passiamo alla ricognizione attiva con Nmap.