Il mondo della cybersecurity è ricco di storie affascinanti, aneddoti sorprendenti e record straordinari. Dall’hacking etico alle più grandi falle di sicurezza, ecco alcune curiosità che forse non conoscevi!
Il primo virus informatico conosciuto è Creeper, sviluppato nei primi anni ‘70 da Bob Thomas. Questo malware non era dannoso, ma si diffondeva tra computer mostrando il messaggio: "I’m the Creeper, catch me if you can!". Il primo antivirus, chiamato Reaper, venne creato poco dopo per eliminarlo.
Nel 2013-2014, Yahoo ha subito uno dei più grandi attacchi informatici della storia, con il furto di dati di oltre 3 miliardi di account. Questo evento ha cambiato per sempre le politiche di sicurezza online e ha portato all'adozione di misure più rigide nella protezione delle credenziali.
Nel 1999, un hacker conosciuto come "Mafiaboy" riuscì a mettere offline giganti della tecnologia come Yahoo, eBay, CNN e Amazon con attacchi DDoS. A soli 15 anni, dimostrò quanto le infrastrutture digitali fossero vulnerabili.
Al contrario, nel mondo dell’hacking etico, l’azienda Tesla ha offerto una Ferrari come premio a chi riuscisse a trovare falle di sicurezza nei suoi sistemi!
Nonostante le continue campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica, una delle password più utilizzate nel mondo è ancora "123456". Altre varianti comuni includono "password" e "qwerty". Gli esperti consigliano sempre di utilizzare autenticazione a due fattori (2FA) e generatori di password sicure per evitare violazioni.
Nel corso della storia della cybersecurity, sono comparsi virus informatici talmente particolari da sembrare usciti da un film di fantascienza. Alcuni hanno causato danni economici enormi, mentre altri hanno mostrato caratteristiche insolite e imprevedibili.
ILOVEYOU è stato uno dei worm più devastanti della storia. Si diffondeva tramite email con l’oggetto "I LOVE YOU" e un allegato chiamato "LOVE-LETTER-FOR-YOU.TXT.vbs". Gli utenti, pensando fosse una lettera d’amore, lo aprivano, attivando un codice che sovrascriveva file e inviava il virus ai contatti della vittima.
Si stima che ILOVEYOU abbia infettato oltre 50 milioni di computer in tutto il mondo, causando danni per 15 miliardi di dollari. Dopo questo attacco, molte aziende hanno iniziato a rafforzare le proprie politiche di sicurezza email.
MyDoom è il malware che si è diffuso più rapidamente nella storia, superando perfino ILOVEYOU. Questo worm inviava email con allegati infetti e si replicava su altri computer a una velocità senza precedenti.
MyDoom è stato utilizzato per attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), bloccando siti web e infrastrutture. Ancora oggi, alcuni suoi effetti sono visibili, con occasionali riapparizioni in rete.
Stuxnet è stato il primo malware progettato per sabotare infrastrutture fisiche. Questo virus altamente sofisticato ha preso di mira gli impianti nucleari iraniani, causando malfunzionamenti nelle centrifughe utilizzate per l’arricchimento dell’uranio.
A differenza di altri virus, Stuxnet non mirava a rubare dati, ma a compromettere l’operatività di impianti industriali. È considerato il primo vero esempio di cyber-warfare e ha segnato un punto di svolta nella sicurezza informatica globale.
Ogni anno, milioni di persone continuano a utilizzare password deboli, mettendo a rischio la sicurezza dei propri account. Gli hacker sfruttano queste vulnerabilità con attacchi di brute force e credential stuffing, riuscendo ad accedere facilmente ai dati personali delle vittime.
Secondo le statistiche di aziende di cybersecurity, le password più utilizzate (e quindi più insicure) sono:
Gli hacker utilizzano strumenti avanzati per testare milioni di combinazioni di password in pochi secondi. Un attacco comune è il dictionary attack, che prova parole comuni e sequenze ripetitive. Un altro metodo è il credential stuffing, che sfrutta credenziali rubate in precedenti violazioni di dati.
Per proteggere i tuoi account, segui queste best practices:
Le violazioni di dati sono tra gli incidenti di sicurezza informatica più devastanti, con milioni (e talvolta miliardi) di account compromessi. Questi attacchi non solo espongono informazioni personali, ma mettono a rischio anche la privacy e la sicurezza finanziaria degli utenti.
La violazione di Yahoo è considerata il più grande furto di dati della storia. Tra il 2013 e il 2014, hacker hanno ottenuto l’accesso ai dati di 3 miliardi di account, rubando nomi, email, numeri di telefono e password cifrate.
L’attacco è stato reso pubblico solo nel 2016, sollevando preoccupazioni sulla gestione della sicurezza da parte dell'azienda. Questa violazione ha avuto conseguenze dirette sull’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon, che ha dovuto rivedere al ribasso l’offerta di acquisto.
Nel 2019, è stato scoperto che Facebook aveva archiviato in modo non sicuro i dati di 540 milioni di utenti su server accessibili pubblicamente. Le informazioni includevano ID utente, interazioni e dettagli dei profili.
Sebbene non fosse un attacco diretto di hacker, la mancata protezione di questi dati ha dimostrato gravi falle nella gestione della privacy da parte del social network, portando a maggiori controlli regolatori e sanzioni.
La catena di hotel Marriott ha subito una violazione nel 2018 che ha esposto i dati personali di 500 milioni di clienti. Gli hacker hanno avuto accesso a informazioni come nomi, numeri di passaporto, indirizzi e dati delle carte di credito.
Si ritiene che questo attacco sia stato condotto da un gruppo di cybercriminali legati a un governo straniero, con l’obiettivo di raccogliere dati sensibili per operazioni di intelligence.
Il mondo dell'hacking è pieno di storie incredibili, eventi storici e figure leggendarie che hanno lasciato il segno nella cybersecurity. Dalla nascita del termine "hacker" alle tecniche più insolite, ecco alcune curiosità che forse non conoscevi.
Il primo episodio documentato di hacking risale al 1903, quando il mago e inventore Nevil Maskelyne riuscì a sabotare una dimostrazione pubblica del sistema di telegrafia senza fili di Guglielmo Marconi.
Durante l’evento, invece dei messaggi previsti, il pubblico vide apparire una serie di insulti. Maskelyne voleva dimostrare che il sistema di Marconi non era così sicuro come si pensava, anticipando di decenni i problemi di sicurezza nelle comunicazioni.
Il termine hacker nacque negli anni '60 al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Inizialmente, il termine non aveva una connotazione negativa: indicava un esperto di elettronica e programmazione capace di risolvere problemi in modi innovativi.
Solo negli anni '80, con la crescente attenzione mediatica sui crimini informatici, il termine "hacker" divenne sinonimo di pirata informatico, portando alla distinzione tra White Hat (hacker etici) e Black Hat (hacker malintenzionati).
Uno degli attacchi più ingegnosi ai bancomat è stato scoperto quando un hacker ha trovato un modo per compromettere i terminali bancari modificando il BIOS delle macchine.
Iniettando codice malevolo, l’hacker riuscì a controllare l’erogazione del denaro, trasformando il bancomat in una vera e propria "macchina di cash". Questo tipo di attacco ha spinto le banche a rafforzare le misure di sicurezza fisica e software nei loro dispositivi.